MIGUEL BOSE' TRA 'MITO' E REALTA'

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Miguel 'ieri' e 'oggi' (scegli video, clicca play e...)

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lunedì 29 luglio 2013

Miguel Bosé in concerto al Teatro Liceu di Barcellona il 14 ottobre

In occasione del 35° anniversario di "EL PERIODICO", Miguel Bosé terrà un suo concerto del Papitwo tour il 14 ottobre al Teatro Liceu di Barcellona


Per chi volesse andare,cliccando  QUI si può prenotare







Ecco il link inserito sabato da EL PERIODICO  http://www.elperiodico.com/es/noticias/ocio-y-cultura/bose-els-pets-con-periodico-2534650

mercoledì 24 luglio 2013

"Per Te" , Miguel Bosé !

Non aggiungo molto a questo video che ho avuto il 'bisogno' di fare, a dimostrazione della gioia che Miguel riesce a dare a chi lo segue. E siamo davvero TANTI, MIGUEL!!
E ti aspettiamo presto.

martedì 23 luglio 2013

Recensione su "Miguel Bosé Aún Más"

Con molto piacere pongo qui   l'inizio di una recensione del libro scritta da un lettore-lettrice :

MIGUEL BOSÉ AÚN MÁS DI ANNA MAFFEI E MARÍA JOSÉ MERINO
Inviato da Lilla61 il lug 23, 2013 in Le vostre recensioni 
“Sappiamo che esistono angeli che visitano l’inferno e diavoli che abitano in cielo. Sono pochi, però, quelli capaci di farlo con tanta squisita naturalezza. Sono pochi coloro che, pur appartenendo a tanti mondi diversi, sanno di vivere in mezzo a noi, con tutto il loro fascino e le loro difficoltà. Miguel Bosé è uno di questi”.

Inizia in questo modo la bella biografia scritta dal giornalista Jorge Berlanga il quale, nello spazio di un paio di pagine, ha fatto dell’artista Miguel Bosé un ritratto attento e appassionato, sottolineando con intense parole le fasi e le evoluzioni dell’artista  e della persona.

Il libro “Miguel Bosé Aún Más” di Chinaski Edizioni, scritto dall’ italiana Anna Maffei e dalla spagnola María José Merino, non si apre con così squisite parole ma con i ‘racconti’ di due persone che, pur non avendo mai avuto contatti diretti con l’artista, hanno avuto  tenacia, fedeltà, costanza e, osiamo dire, amore tali da seguirlo per più di trent’anni. E a volte può essere sufficiente per poterne scrivere.... CONTINUA QUI...

le autrici
RINGRAZIO, UNITAMENTE ALLA MIA COAUTRICE  la persona che l'ha scritta e inviata, e, soprattutto, sono soddisfatta nel vedere che c'è 
gente interessata al NOSTRO  Miguel !

mercoledì 17 luglio 2013

Miguel Bosé, la scrittura e la lettura in "Mondolibri"



E' con molto piacere che pubblico questo articolo sul libro Miguel Bosé. Aún más
 perché l'autore Roberto Russo  ha colto un particolare aspetto del lavoro e di Miguel e cioè  l'interesse per la scrittura e la lettura.

Le edizioni Chinaski hanno mandato da poco in libreria una biografia di Miguel Bosé, scritta a quattro mani da Anna Maffei e María José Merino (titolo: Miguel Bosé. Aún más, pp 208, euro 18 – con foto a colori). Si tratta di un testo che nasce dalla passione delle autrici per il cantante italo-spagnolo ed è rivolto principalmente al mondo dei suoi fan. Sfogliando il libro si trovano anche alcune chicche che riguardano l’atteggiamento di Miguel Bosé nei confronti della lettura e della scrittura.
A monte c’è da notare la particolarità di Miguel, che ha vissuto in un ambiente eccezionale fin dalla nascita. Riporta Wikipedia:
È figlio della famosa attrice italiana Lucia Bosè e del torero spagnolo Luis Miguel González Lucas, meglio conosciuto come Luis Miguel Dominguín. È stato tenuto a battesimo da Luchino Visconti, suo padrino (da cui prende il suo terzo nome), allevato da sette donne e circondato da presenze illustri (tra gli amici di famiglia, il pittore Pablo Picasso e lo scrittore Ernest Hemingway), che lo hanno profondamente influenzato.
Il cantante, compositore, attore cinematografico e conduttore televisivo afferma che da quando aveva sei o sette anni scrive tutti i giorni e questo l’ha portato a giocare con le parole:
È la mia grande ossessione, il mio grande vizio, giocare col linguaggio, e lo faccio perché sono convinto che musicalmente posso esprimermi meglio. Quando non trovo la parola, la invento, come frivoralezza, frivolezza estrema, o matemusifisica, una somma di fisica, musica e matematica; e se ci sono amore e disamore, non vedo perché non ci possa essere anche un nondimenticoamore.
Licenza poetica, si dirà. E Miguel Bosé vede musica e poesia come due facce della stessa medaglia:
La musica è una specie di poesia cieca e muta; la poesia è una musica alla quale manca un corpo.
E per quel che riguarda le sue letture? Miguel Bosé afferma che Kafka è il guardiano dei suoi sogni più oscuri e che I promessi sposi di Alessandro Manzoni sono da considerarsi Letteratura, con la maiuscola. Si definisce, quindi, un lettore insaziabile:
Sono un lettore insaziabile: Scott Fitzgerald, John Steinbeck, Hermann Hesse, Thomas Mann, Lev Tolstoj, Fëdor Dostoevskij, Jean Paul Sartre. E teatro: Corneille, Racine, Molière. E poi i miti classici: lì, nei miti, sono rimasto inchiodato. Grazie a loro ho capito il futuro e l’avanguardia.
Aspetti di Miguel Bosé che forse tutti non conoscono e che solo delle vere fan vanno a spulciare e portano all’attenzione di molti.


Continua a leggere su GraphoMania: http://blog.graphe.it/2013/07/09/miguel-bose-la-scrittura-e-la-lettura#ixzz2ZJw7TXEh



lunedì 15 luglio 2013

Tappe spagnole di Papitwo Tour



Ultime  tre  tappe, per questa estate, del Papitwo tour di Miguel Bosé e la sua band.











Ecco i tre concerti:

 18 luglio a Huelva  -Estadio Iberoamericano- 
Acquistare  in http://www.ticketmaster.es/nav/es/musica/huelva/estadio_iberoamericano_tt14850/miguel_bose/index.html

 20  luglio a   Peralada  (Gerona) -  Auditori Jardins de Peralada-
Acquistare in: 
 http://www.festivalperalada.com/programacion-2013/musical-destiu/miguel-bose-papitwo/?lang=es


 14 agosto a Toledo - Carpas Multiusos de la Perelada
Acquistare  in :
http://www.ticketea.com/entradas-miguel-bose-toledo?utm_source=portada&utm_medium=escaparate10&utm_campaign=miguelbose

venerdì 12 luglio 2013

Gli impegni solidali di Miguel Bosé tra un concerto e l'altro

Di certo, in primo luogo sono i figli, il suo interesse maggiore...e , ovviamente, la sua carriera. Ma Miguel Bosé,da sempre, lavora per contribuire a cause solidali che saranno motivo del Premio Persona del Año.


Oceana...per la protezione della flora e della fauna marina


































Per un 'commercio giusto' con Oxfam ...diffondendo soprattutto le coltivazioni di cotone in Perù


































Diamo la 'faccia' per l'Aids... contribuendo ogni anno con un Gala Benefico agli Studi e alla Ricerca su questo 'male' della società


































Perché l'istruzione è un 'diritto' di tutti...Insieme al CIE, Fondazione del Messico, fa da padrino ad uno dei loro programmi, Villaggi musicali: scuole per le comunità indigene per imparare una professione, imparare il  castigliano e uno strumento musicale.




















E poi i concerti... che non sono solo cantare in un microfono e rallegrare la gente ma occasione di diffondere, anche e soprattutto con la musica, le idee di Pace e Solidarietà che da sempre lo accompagnano nella carriera


































IN CONCLUSIONE... Grande Artista, grande impegno e tutto meritato il Premio che riceverà il 20 novembre presso il Mandalay Bay Convention Center di Las Vegas


http://www.ar-revista.com/ana-rosa/personajes/miguel-bose2?utm_source=twitterfeed&utm_medium=twitter

lunedì 8 luglio 2013

L' intervista integrale di Miguel Bosè su Shangay Express per i lettori italiani

Perché è una bella intervista, perché si possa 'leggere' al di là del titolo  (o di molti titoli di riviste italiane che hanno travisato le parole di Miguel )  mi piace inserire qui il testo integralmente tradotto dell'intervista del 28 giugno su Shangay Express



Miguel Bosé - rivendica la sua diversità
28.06.2013
E' orgoglioso della sua famiglia, e non ha scelto a caso il momento per parlarne per la prima volta. Disposto a lottare per normalizzare i nuovi modelli familiari, Miguel Bosé è ancora un artista le cui scelte, creative e di vita, non lasciano nessuno indifferente.
Intervista: Agustín Gómez Cascales
Fotografo: Bernardo Doral

Un pomeriggio di fine giugno, Miguel Bosé ci invita nella sua-spettacolare-residenza di  Somosaguas. E'appena tornato dal Sud America, dove ha trionfato con la presentazione di Papitwo tour. Ha accettato di apparire sulla copertina del nostro numero speciale e di vasta portata di tutto l'anno, in coincidenza con il Gay Pride. Ma non ci dice in anticipo che è disposto a rompere i tabù legati alla sua consueta segretezza, a smontare i preconcetti su di lui e parlare di questioni personali fino ad ora tenute private, non condiviso con nessun altro media. Lo troviamo in polo e jeans, assolutamente rilassato e sorridente. Niente a che vedere con quel Bosé in guardia regolarmente protagonista di aneddoti e scontri con i media.
E 'ora di parlare delle innovazioni che hanno cambiato completamente la vita di Miguel Bosé, combinando il lavoro di padre con la sua carriera. Ha voglia di parlare della sua famiglia, che continua ad essere sorprendente, è il primo a dirlo. "Nelle mie conferenze stampa durante il tour è vietato farmi domande su questioni personali. Anche se, en passant, io dico le cose tipo che voglio andare a casa a vedere i miei figli. Ma non di più ". Questa volta vuole dire di più.
 
SHANGAY EXPRESS: Perché vuoi parlare con noi apertamente della tua famiglia?
Miguel Bosé: Perché siete quello che siete. E perché ho una famiglia diversa, e a priori posso trovare solidarietà in un ambito di diversità. Pensi che Famiglia Cristiana possa dedicarmi  la copertina di una rivista?
 
S.E: Hola?!  Non ti ha fatto un'offerta?
MB: No. La vostra è una pubblicazione gratuita, e se voglio condividere qualcosa, come in questo  caso, deve essere gratuitamente, come faccio ora.
 
SE: Sei in una fase diversa, con una nuova vita ...
MB: Con rinnovata energia e con i miei figli, sì. Ho cambiato la vita e l'agenda. Non lavoro nello stesso modo. Sono stato di recente un mese intero a fare concerti in tutto il Messico ed è stato il più lungo in cui sono stato lontano da casa senza di loro. Sono stato abbastanza male, davvero. Sono tornato a lavorare in Colombia e Perù e ora rimango  qui tutta l'estate, per presentare il tour Papitwo in  provincie. Prima forse ero fuori due mesi o tre, ora no, vado e vengo tutto il tempo. L'anno scorso, quando ho fatto il giurato a La Voz in Messico, li ho portati con me. E anche le tate.
 
S.E: La tua squadra è cresciuta, necessariamente.
M.B: Sì, certo. Se vuoi goderti i figli  ti devi organizzare. Perché ho una vita là fuori, un posto di lavoro ...
 
SE: Sei diventato più geloso della sua privacy ora che sei un genitore?
M.B: Di più  è difficile. Questo atteggiamento è stato costante nella mia vita. L'intimità è il mio ultimo rifugio. Se si perde o si sacrifica, dove vai? Cosa rimane? Che cosa fai quando vuoi scomparire? Dove prendi una pausa? Tutta la tua vita non puoi essere fagocitato dalla tua professione. Se non avessi un angolo dove posso sparire so che impazzirei. Piuttosto, lascerei questo mestiere e mi dedicherei ad altre cose. Ma il mio mestiere è il novantacinque per cento di quello che faccio. Bosé condivido con tutti: tutti sanno quello che pensa, quello che costruisce, come si relaziona ... Miguel, un cittadino che occupa l'altro cinque per cento, ha una vita molto familiare, casa, cose banali, piuttosto noiose.
 
S.E: Davvero?
MB: Una volta che torno a casa mi dedico al giardino, la cucina e la famiglia. Io lavoro come 'casalingo' in tutta regola.
 
SE: Questo cinque per cento risveglia al cento per cento la curiosità che provochi.
MB: Perché quello a cui  non si ha accesso fa venire voglia di conquistarlo. E 'molto difficile preservarlo, ma per fortuna ho un meccanismo creato  tra  tutte le persone che sono nella mia squadra ben consolidato. E non ho bisogno di dire ai miei amici di non dire nulla, mi trattano con la stessa discrezione che ho  io verso di loro. Per avere una vita normale all'interno dell' eccezionalità  non c'è altra scelta.
 
SE: Neil Tennant dice, poche pagine dopo, l'attrazione principale di un artista è quello di mantenere un po 'di mistero. Sei d'accordo?
M.B: Assolutamente. Ecco perché non ho mai voluto barattare o condividere la mia vita privata. Alcuni aspetti sono apparsi, ma mescolando il vero con le cose inventate, alla fine, nessuno sa che cosa è vero e cosa non lo è, cosa fa parte del mito e cosa  è reale.
 
Orgoglioso padre
SE: Perché hai deciso di annunciare attraverso i social network, di essere diventato padre due anni fa [l'età di Diego e Tadeo]?
MB: Perché trapelò in uno show televisivo. I bambini avevano già tre mesi e quando ho visto quello che ciò che veniva fuori poteva essere abbastanza fastidioso, ho deciso di dare la notizia. Eppure, per mesi, ho avuto diverse auto alla porta principale, che poi si sono arresi nel rendersi conto che in casa abbiamo tutto da vivere senza dover uscire. E fino a quando i figli sono abbastanza grandi per andare a scuola probabilmente non dovranno andare fuori. All'inizio, perfino il pediatra è venuto qui a visitarli.
 
S.E: Sei rimasto sorpreso dall'agitazione?
MB: No, perché alla fine essere genitore single è molto insolito. Per cominciare, si tratta di una situazione di illegalità qui, perché non ci sono leggi per proteggono. La nostra cara Bibiana Aido, quando era al ministero di 'Same-da', era molto preoccupata per le questioni relative alle donne (molto importante, sì), ma ha dimenticato che hanno a che fare con l'uomo, e per l'uomo non è stato fatto molto. Negli Stati Uniti 'i soldi fanno la legge', hanno realizzato grandi imprese e creato posti di lavoro considerando che c'era molta richiesta del tipo di opzione che ho scelto io per  essere padre, e grazie alla maternità surrogata migliaia e migliaia di persone sono in grado di creare una famiglia. Alcuni, come me, individualmente, altri in gruppi, di qualsiasi genere e scelta.
 
SE: Perché hai aspettato fino a tre anni fa per diventare genitore?
MB: In primo luogo, perché una carriera come la mia richiede tempo pieno. In secondo luogo, non volevo farlo con un partner. Ora ho due figli meravigliosi che hanno il mio cognome e che nessuno  mi può togliere. Sono stufo di vedere i bambini utilizzati nelle separazioni e quanto soffrono le conseguenze di un rapporto rotto. Quando ho deciso ho scoperto che  a  50 anni si chiudono le porte per adottare, e poi Ricky Martin mi ha suggerito l'opzione, che alla fine ho scelto. Ho rifatto casa per ricominciare da zero, con la nuova casa, nuova famiglia e una nuova vita.
 
SE: Condividi le tue esperienze con Ricky Martin come padre?
M.B: Certo. Se è stato lui che mi ha guidato ... Infatti è padrino di Tadeo. E Juanes di Diego. Quando ero a Los Angeles sono rimasto a casa dell'uno e dell' altro, erano gli unici che sapevano tutto. E 'stato Ricky che mi ha fatto scoprire la possibilità di essere padre.
 
SE:Rappresenti, come lui, uno dei molti modelli di famiglia ...
MB: A ottobre sarò in un forum in cui si discuterà di queste nuova famiglie, e ovviamente chiederò di regolare la nostra situazione. Alcune persone non hanno i mezzi finanziari per essere assistiti nel loro paese ... Sono modelli poco testati, ma con un indice di felicità molto superiore a quello delle famiglie tradizionali. Proprio perché quando desideri ottenere una cosa così, ci metti tutto il tuo impegno, la tua vita e il tuo sangue.
 
SE: Tu parli di questo problema quando così tante persone si riuniscono a Madrid e in altre città per celebrare l'orgoglio gay, affermare la propria differenza e chiede il rispetto per le loro scelte di vita.
M.B: Lo so. E ho avuto contatti con molte famiglie come la mia,  genitori single, genitori gay, lesbiche ed etero, per qualsiasi motivo, non hanno potuto avere figli ... Tutti abbiamo trovato una legge che ci ha protetto, anche se in un altro paese. Il cento per cento delle famiglie che ho incontrato sono piene di amore e di felicità.Sono situazioni entusiasmanti e incoraggianti.
 
SE: Una causa per cui combattere, come l'AIDS e altre. Hai sempre la necessità di coinvolgerti in cause che toccano?
MB: Il cittadino Miguel ha necessità di farlo, e afferra Bosé  per un aiuto. Abbiamo tutti bisogno di motivi per realizzarci completamente. Essere solidali ci rende esseri umani migliori, ma non tutti trovano un motivo con cui identificarsi. Bosé ha fatto sue molte cause grazie al cittadino Miguel: AIDS, il commercio equo, la difesa degli oceani, i villaggi indiani ...
 
Le cose di Bosè
SE: E' scioccante separare l'artista dalla persona ed essere in grado di parlare di se stessi in terza persona.
MB: E 'che Miguel e Bosé sono due esseri completamente diversi, che non si sopportano ma che capiscono che l'uno non può vivere senza l'altro. Senza l'ordine di Miguel e la sua normalità, Bosé non avrebbe potuto svilupparsi come  ha fatto. Perché Bosé è un pazzo senza regole.
 
S.E: Ancora adesso?
MB: Sì Bosé fuori dalla porta è capace di dimenticare perfino la famiglia. E 'nato per creare un mondo e una lingua in musica che non è adatto a niente e a nessuno. Ma sa che è Miguel che paga le bollette.
 
SE: Ha ancora Bosé   il bisogno di sedurre il pubblico ovunque egli vada?
M.B: Non ho mai avuto bisogno di sedurre, ma di comunicare. E per questo mi è sempre mancato un pulpito da cui partire per spiegare. Quello che succede è che le persone hanno un grande bisogno di essere sedotte, e che la domanda provoca l'offerta. Trovare qualcuno che ci seduce significa avere un' enorme iniezione di autostima.
 
S.E: Anche tu vuoi che ti seducano?
M.B: Sì, sì, sì, sempre! Cerco persone, idee e cose da sedurmi. Per spinta e la possibilità di aprire nuovi orizzonti. Artisti  che veramente mi seducono, come hanno fatto negli anni settanta e ottanta, non riesco a trovarne. Come hanno fatto T. Rex, Roxy Music, David Bowie, The Police, i Duran Duran e Pet Shop Boys, no. In ogni caso ci sono gli artisti della musica dance, che è quello che sento più. Ci sono le idee,  suoni interessanti e frequenze, così sono andato nel mondo di Armin van Buuren, Carl Cox, Ferry Corsten e Deadmau5. Ormai da due decenni non è la musica che sento che mi incoraggia a comporre, sento che mi spinge a fare un libro, una mostra, una conversazione

Molto da rivendicare e molto da arrabbiarsi
 SE: Dopo anni in cui riproponi i tuoi successi con Papitwo e Papito, non sei stanco di cantarli?
M.B: No, penso che sia un  bene. E che potrebbe ancora  esserci un Papitrés ... Ma no, niente più duetti! Se in 30 anni di carriera ho fatto solo dieci o dodici ,da Papito in qui credo di essere l'artista che ha registrato  più duetti nel mondo latino. Forse sessanta. Per cui, passata la febbre di duetti ... Nel frattempo ho fatto Cardio, ma ho la sensazione che sia  passato in punta di piedi. Così, quando ho finito con il tour del Papitwo mi concentrerò su nuove canzoni che sto scrivendo, nel mese di agosto mi metto a lavorare sui modelli.
 
SE: Un tocco di classe a questa fase è un tributo a novembre, la Latin Recording Academy che  ti ha nominato persona dell'anno e  ti offrirà in omaggio una gala. Ti è gradito questo riconoscimento che nutre il tuo ego?
M.B: Non sono una persona con un grande ego. In questo caso è importante la lettura   che faccio di questo premio, importante perché divento parte della Hall of Fame con mostri come Caetano Veloso, Placido Domingo, Vicente Fernandez e Ricky Martin. Si premia Miguel Bosé ,è vero che si premia il creatore di un modo per capire e fare musica diversa, con un timbro unico. Ma il premio non è all' Artista dell'anno ; viene premiata la persona. Si riconoscono gli  impegni filantropici ,palpabili che ho con l'AIDS, con Oceana, con Intermon Oxfam e Villaggi dei Bambini. E inoltre è riconoscere il lavoro di tutti i team che mi hanno aiutato ad arrivare qui, e questo è molto importante per me. Perché, per quanto  si abbia il talento e la volontà, non sarei arrivato a nulla, se non avessi avuto il supporto delle squadre che mi hanno accompagnato.
 
SE: Cosa pensa il cittadino  Miguel delle celebrazioni del Gay Pride e degli ostacoli che pone la città di Madrid per continuare a crescere?
MB: E 'incomprensibile che, se si tenta di portare quanti più eventi possibili, siano essi commerciali o di Olimpiadi, che causano iniezioni economiche, Orgoglio non rientra nello stesso pacchetto business. Sappiamo tutti cosa accade in quei giorni: una manna per alberghi, ristoranti, boutique locali ... E fino a quando non si conosce la posizione del Consiglio, ciò che spicca è l'immagine di tolleranza che dà Madrid. Verrà un tempo in cui dovranno arrendersi all'evidenza. Anche se con  questo Comune e la sua mancanza di qualità umane e tolleranza non dovremmo essere sorpresi di cosa sta accadendo.
 
SE: l'artista Bosé non è mai  stato invitato a partecipare in Pride?
MB: Solo una volta ho cantato con Kylie Minogue in concerto qui [nella MTV Day 2009]. Verrà il momento, c'è tempo, naturalmente.
 
SE: Come ti senti, data la situazione attuale del Paese?
M.B:. Molto incazzato. Stiamo vivendo una involuzione molto grande ... Trenta anni sono stato ad investire nello sviluppo di questo paese con le mie tasse, e ne  pago molte, per lo sviluppo di una infrastruttura di servizi pubblici che ci eravamo fatto diventare un Paese esemplare, e in un anno e mezzo è andato tutto al diavolo..
 
S.E: Come vedi il futuro?
M.B: Con zero speranza. Il partito al governo dovrebbe garantire a tutti i cittadini ,per lo meno, la sanità, l'istruzione, l'alloggio, il lavoro e la pensione. Ma abbiamo quarantacinquemila laureati rispetto allo scorso anno  che hanno  lasciato il paese, tanto quanto Esperanza Aguirre dice che dovremmo essere orgogliosi di esportare. Viaggio per il mondo  e  ci sono  cittadini spagnoli ovunque io vada, mi raccontano la loro situazione. E nel frattempo verifico l'espansione incredibile in tutta l'America Latina, che non ha nulla a che vedere con la nostra situazione. Perciò sono così nauseato.
 
 
Rivelazione finale 
Abbiamo finito la conversazione da  alcuni minuti. Lasciando il giardino, improvvisamente, Miguel si ferma e dice: "Restate ancora e andiamo un attimo dentro, ho una cosa da dirti". Cerca nuovamente la privacy del suo grande salone, si risiede ed ha gli occhi inumiditi. La prima sensazione è che si  stia per condividere qualcosa di terribile, perché l'emozione lo travolge. "Facciamolo", dice nervosamente. E comincia: "Non ho due figli,  ne ho quattro '. E non può trattenere le lacrime. Ma sono di gioia, per fortuna. Beve acqua e continua. "A sette mesi dalla nascita di Diego e Tadeo sono  arrivati altri due gemelli, Ivo e Telmo. Pochissime persone sapevano. Fino ad ora ... ". Un impeto di sincerità che sa bene avrà un seguito. "Ora la palla è sul vostro tetto", dice, come sollevato. Chiede l'ora e quando  si accorge che già sono stati risvegliati da un pisolino  ci invita a conoscerli. E anche  le loro bambinaie. Diego e Tadeo hanno occhi marrone ("come me"). Telmo e Ivo hanno gli occhi azzurri. Miguel Bosé consente per la prima volta di entrare in un suo spazio personale. Ci mostra la camera da letto che condivide con loro, la loro sala giochi ... Abbiamo finito e li lasciamo giocando nel parco, felici della vita.
Perché anche se promuove ancora Papitwo, il 'papà' ha quattro motivi validi che sono ciò che realmente  lo hanno trasformato. Una famiglia diversa? In ogni caso, insolita. E numerosa.

venerdì 5 luglio 2013

Recensione del libro "Miguel Bosé- Aún Más" sul sito "Teatro di Nessuno"

Con 'mucho gusto'
condivido una recensione fatta al libro da un ottimo sito di arte-cultura-teatro:

Ci fa piacere presentare un libro“inaspettato”, ma che forse riempie una lacuna e va a riempire una casella da sempre aperta nella mente di tutti, in attesa di…

Miguel Bosé - Aún Más

di Anna Maffei e Maria José Merino

Chinaski edizioni, euro18.00

 (Leggiamo dalla prefazione) La vita di Miguel Bosé figlio della diva italiana Lucia Bosé e del noto torero spagnolo Luis Miguel Dominguín è di per sé già un romanzo.

Tenuto a battesimo da Luchino Visconti, da cui prende il suo terzo nome, allevato da 7 donne e circondato da presenze illustri (tra gli amici di famiglia, il pittore Pablo Picasso e lo scrittore Ernest Hemingway), è diventato attore, presentatore e cantante famoso e amatissimo in Italia, Spagna e in tutti i paesi latini.

Personaggio elegante e chiacchierato, è forse l’ultima grande star di estrazione latina degli ultimi 30 anni. In questo libro vengono sviscerati la carriera e altri aspetti dello showman italo-spagnolo. Dal travolgente successo musicale dei primi anni ottanta, il festival di Sanremo, il cinema con Pedro Almodóvar, le collaborazioni con Andy Warhol, passando per una non fortunatissima carriera di presentatore televisivo, fino al ritrovato successo planetario con i dischi Papito e Papitwo, in cui duetta con i nostri Tiziano Ferro e Jovanotti. Un libro avvincente, una testimonianza unica su un artista raffinato, capace di reinventare costantemente se stesso con originalità e coraggio.

Ma perché scrivere oggi un libro su Miguel Bosè ?
Leggendo il libro Miguel Bosè, Aún Más, si resta un attimo perplessi e si va a controllare chi lo ha pensato e scritto e perché, innanzitutto. Perché questo artista? Perché queste testimonianze di passione, appunto.

E così, anche al lettore più 'ignorante' in materia Miguel Bosé, viene la curiosità di capire. Una cosa è certa: quando lo si nomina immediatamente il pensiero va a quel bel giovanotto degli Anni Ottanta che mandava fuori di testa le ragazzine quindicenni, le loro mamme, le loro zie ... E, puntualmente,si verifica il riaffiorare di ricordi nitidi delle emozioni che questo ragazzo del '56 provocava nei concerti affollatissimi dei suoi tour o quando appariva in televisione o sui numerosi giornali. Forse si può affermare che nessuno, a quell'epoca,sia scampato al fascino di Bosé.

Il lavoro, edito da Chinaski e scritto da due ammiratrici,l'italiana Anna Maffei e la spagnola María José Merino conferma quanto detto. I racconti delle autrici restituiscono il sapore della gioventù a chi ha vissuto quegli anni ma danno anche la dimensione di quanto questo artista sia cresciuto musicalmente, tanto da essere riconosciuto, a tutto tondo, un grande artista internazionale. Aneddoti di vissuti personali e una ricca biografia rispettosamente tratta da video e riviste di stampa autorevole si intrecciano con garbo, incuriosendo il lettore appassionato di Miguel ma anche chi di lui ne sa ancora poco e vuole saperne di più. Non a caso il sottotitolo è Aún Más,che vuol dire Ancora di più ed è il titolo di un brano di Bosé.

Immaginiamo che le intenzioni delle autrici (che raccontano, tra l'altro, di essersi conosciute, inizialmente, solo attraverso la meravigliosa ma anche ingannevole macchina che è il Web e di aver poi instaurato un rapporto reale con incontri e telefonate) non siano state quelle di, pretenziosamente, recensire i suoi album o entrare, prepotentemente, nell'essenza di un pezzo. Dalla lettura di molti e attenti dati biografici, leggiamo invece ciò che l'artista ha voluto esprimere con la sua musica lasciando poi a chi la ascolta un mare di interpretazioni. Come è giusto che sia, in fondo. Come quando si osserva un quadro, una qualsiasi opera d'arte.

 Così come cita lo stesso editore Chinaski, è una biografia non convenzionale nella misura in cui non racconta la vita e le opere di Miguel Bosé ma ci arriva pian piano, partendo, come detto, dalle 'emozioni' che due persone (ma nel mondo sono milioni...) hanno provato approcciandosi all'artista e seguendolo poi, quasi inesorabilmente, per tutta la carriera. L'Italia, in particolare, ha di Bosé un alto concetto ma spesso lo annovera tra le star internazionali che ci visitano e poi vanno via. Questo libro, invece, ce lo fa percepire 'vicino', alla portata dei fan che lo apprezzano, di quelli che potrebbero apprezzarlo e di quelli che ne avevano un ricordo sbiadito. Arricchito da lavori grafici, poesie, e da una dettagliata discografia italiana e spagnola (a cura di Angelo Arecco), il libro è un bell' omaggio ad un artista che si distingue per stile, eleganza e la particolarità del suo sound.

 http://www.teatrodinessuno.it/rivista/articoli/miguel-bose-aun-mas

mercoledì 3 luglio 2013

Miguel Bosé: due ore e mezza di concerto non bastano per tutto ciò che vorrei cantare..

In un'intervista di pochi giorni fa a Vanity Fair spagnolo, Miguel, che si accinge ad iniziare concerti in Spagna dopo il tour in Sudamerica, dichiara che non si è stancato di cantare brani che canta da anni, perché un artista deve accontentare le richieste e i gusti del pubblico, quando si esibisce. Piuttosto, afferma Bosé, si è reso conto che due ore e mezza di concerto non gli bastano...bisognerebbe iniziare a farne di sei ore . Apprezza il calore e la fedeltà del pubblico sudamericano e afferma che quello spagnolo ha solo un carattere differente. " I concerti sono  pura terapia, per l'artista e per il pubblico. Chi si esibisce in diretta non avrà mai bisogno dello psicologo, ci si cura perfino la febbre . E'  la garanzia di un'isola paradisiaca e ci si  depura".
Non ama molto fare interviste e nemmeno la palestra...però tocca farlo e lo si fa.
Qui l'intervista:  http://www.revistavanityfair.es/articulos/sea-uste-breve-miguel-bose/17796