MIGUEL BOSE' TRA 'MITO' E REALTA'

martedì 4 dicembre 2007

ARTICOLO DA "IL GIORNALE"

Miguel Bosè: "Torno dal vivo. E poi lancio il Live Aid latino"

di Paolo Giordano - lunedì 03 dicembre 2007, 10:08


Bentornato Miguel Bosè, lei ha tenuto compagnia a due generazioni di italiani eppure sono tredici anni che non canta qui in Italia.
«E infatti sono nervosissimo al solo pensiero».

Ma come, lei è ormai uno del mestiere.
«Quello di dopodomani al DatchForum di Milano Assago sarà il 116º concerto che faccio dopo la pubblicazione del mio cd Papito. Eppure mi sembra il primo: l’Italia è pur sempre una parte importante del mio sangue e della mia carriera».

Però a metà anni ’80 i discografici italiani l’hanno praticamente scaricata. Magari stavolta la verranno a vedere dal vivo.
«Ma io non li ho invitati. Mi sa che dovranno pagarsi il biglietto».
Accidenti com’è determinato Miguel Bosè. Alto ed elegante, si è fatto crescere un paio di baffetti che gli affilano il sorriso e, chissà come, rendono più pungenti le sue risposte. Ha 51 anni e non li dimostra, fila dritto sulla strada del successo con la grinta di chi l’aveva perso per un pezzo e ora se lo ritrova più luminoso di prima. Il suo ultimo cd Papito, che è la rivisitazione in duetto di tante sue canzoni famose, ha venduto ben più di un milione di copie nel mondo, è stato sei settimane in testa alla classifica in Italia e, diciamolo, è un signor disco che mescola arrangiamenti stilosi e brani fatti apposta per rimanere nell’animo. E tra pochi giorni uscirà Papitour, cd e dvd che sono il resoconto di un concerto che in una sera soltanto ha raccolto tanti pezzi della sua vita: le sue canzoni più belle (da Te amarè a Si tu no vuelves), la Madrid della sua gioventù e la Plaza de Toros dove suo padre Luis Dominguín, il re dei toreri, ispirò Un’estate pericolosa di Hemingway. Concerto strepitoso, peraltro (e bisognava vedere quant’era soddisfatto il pubblico all’uscita).

Però chi l’avrebbe detto: lei sembrava imprigionato nel passato e invece eccola qui.
«Neppure io avrei scommesso cento lire su questi risultati».

S’è pure guadagnato una mitragliata di nomination agli ultimi Grammy latini.

«Ma poi ha trionfato Luis Guerra».

Ha vinto anche la Pausini.
«Che duetterà con me al DatchForum in Te amarè, come sul disco. In questi anni lei ha fatto un lavoro bellissimo in giro per il mondo: ormai in America la considerano più latina di me».

Ci sarà solo lei oppure è atteso qualche altro ospite?
«Di sicuro ci sarà una sorpresa».

Magari Julieta Venegas o Juanes. Oppure Ricky Martin.
«Lui me lo ricordo bene da ragazzino, veniva ai miei concerti. E ci veniva anche Shakira fin da bambina, accompagnata dai suoi genitori, era piccina e grassottella. Poi un giorno mi ha fatto vedere un disco dicendomi: “Finalmente ne ho inciso uno anch’io”. Lì per lì ho tremato, ma poi l’ho ascoltato ed era bellissimo».

Pensi un po’, lei aveva 20 anni quando ha avuto il primo successo in Spagna con il brano Linda (cover di un pezzo dei Pooh). Adesso, come a Madrid, canta con sua nipote Bimba Bosè, che tra l’altro le assomiglia moltissimo.
«Lei è la discendenza che io non ho mai voluto avere perché in fondo sono un codardo. Però mi sono ritrovato una nipote che è praticamente uguale a me e sembra mia figlia. Adesso è a New York a incidere un album con il suo gruppo Cabriolets».

Piccole stelle crescono.
«E io me ne intendo. Sono in questo giro da trent’anni e ho creato la colonna sonora di qualche generazione».

Adesso lei potrebbe tornare al cinema. Tra l’altro il suo ruolo in Tacchi a spillo di Almodóvar è rimasto nella storia.
«Ma quello non è il mio mestiere: per me è difficile esprimere stati d’animo a comando».

E allora?
«Continuo il tour fino a novembre. E intanto, insieme con Gabriel Garcia Marquez, organizzo una sorta di Live Aid latino americano, un ping pong televisivo tra Messico e Spagna. Ci saranno U2, Rem, Coldplay e Shakira. Oltre agli artisti italiani. Io ho invitato Eros Ramazzotti, Tiziano ferro e naturalmente Laura Pausini».

Potrebbe duettare con lei anche al prossimo Festival di Sanremo.
«Oppure andarci da solo, cosa che naturalmente sarebbe molto possibile».

domenica 2 dicembre 2007

DA UN SONETTO 'ANTICO'...


QUESTO è anche il Miguel che amiamo…
Me l’ha inviato Marìa José Merino di Valencia, che ho conosciuto tramite il sito Velvetina (vedi link a sinistra e vai anche a post di novembre...c'è un bel contributo di questa cara amica…), e ‘insieme’ l’abbiamo tradotto….
E’ un sonetto scritto in castellano antico .... un album, nonché una canzone di Miguel ,hanno questo titolo,appunto:
“Por vos muero”.
.... un messaggio d’amore, di grande amore…

-Garcilaso De La Vega -
(Toledo , 1501 - Niza , 1536 ) Soldado y poeta ,
murió de las heridas(ferite) al intentar escalar el castillo de Muy


" Yo no nací sino para quereros ;
mi alma os ha cortado a su medida ;
por hábito del alma misma os quiero .

Cuanto tengo confieso yo deberos ;
por vos nací , por vos tengo la vida ,
por vos he de morir y por vos muero ."


Io non sono nato che per amarVi;
l´anima mia Vi ha tagliato alla Vostra misura;
per abitudine della stessa anima Vi amo.

Confesso di dovervi tutto cio’ che ho;
per Voi sono nato, per Voi vivo,
per Voi dovro’ morire e per Voi muoio.




ARTICOLO DA “IL MATTINO”



«Io, come Geldof per il Live Aid del pop latino»


Andrea Spinelli Milano.
Giura di non averci mai creduto. Ed è proprio questo scetticismo smentito a colpi di dischi d’oro e di platino a rendere più straordinario per Miguel Bosè il trionfo dell’ultimo album «Papito».

Dei due milioni di copie vendute, infatti, oltre 160 mila sono state vendute sul mercato italiano che, dopo le epiche stagioni di «Super Superman» e «Olimpic games», sembrava averlo dimenticato. E il concerto con cui il figlio di Lucia Bosé e Luis Dominguin approderà mercoledì al DatchForum di Milano celebra proprio questo feeling ritrovato dopo 13 anni. E ora sfruttato con «Papitour», un cd e un dvd dal vivo registrati in giugno nella caliente cornice della Plaza de toros di Madrid. Nei negozi il 7 dicembre, l’album affianca 18 successi con la complicità di star spagnole come la rossa Olvido Alaska, Rafa Sanchez, Ana Torroja e la sensuale nipote Bimba.

«A Milano chiudo la prima parte del tour, nell’attesa di ripartire in febbraio dal Cile per andare avanti fino a novembre», spiega Miguel tra i velluti di un grande albergo milanese. «Ho cominciato a promuovere questo album in marzo, il primo giorno di vacanza sono riuscito a ritagliarmelo solo il primo novembre. Ma va bene così, anche se, come cantava la Cinquetti, non ho (più) l’età».

Miguel, il risultato è sensazionale visti i tempi che corrono.

«È vero, anche perché l’industria ci ha abituati sempre più a consumare canzoni, piuttosto che ad affezionarci a chi le canta».

Lo show milanese è diverso da quello su dvd?

«Ci sono pezzi in più, tipo ”Bravi ragazzi”, e in meno, quelli legati alla mia carriera spagnola: penso a ”Linda”, che il pubblico madrileno considera una mia canzone, mentre in Italia è celebre nella versione originale dei Pooh».

In quest’annata più che positiva, l’unica delusione gliel'hanno data i Latin Grammy. Era candidato a tre premi e invece s’è trovato davanti il re della bachata militante Juan Luis Guerra, che ha fatto man bassa di riconoscimenti.

«Sono cose che capitano. Non ho un rapporto buonissimo con i ”gringos” del Grammy, che di mercato latino capiscono poco o niente. Lì non vincono i dischi, ma gli investimenti che ci sono dietro. E poi Guerra è un mito che problemi personali hanno tenuto per lungo tempo ai margini del mercato, questo era il suo grande ritorno ed è stato premiato». La Pausini, però, ce l’ha fatta. «È stata bravissima a spendersi senza riserve. Non si è negata a radio e tv, ha fatto un tour di successo con Marc Anthony e Marco Antonio Solis. Quel premio lo merita tutto. Sono felice che abbia accettato di raggiungermi al DatchForum per duettare ”Te amaré”, ma non dispero di avere pure un altro ospite».

Si parla di Eros Ramazzotti, Ricky Martin o Tiziano Ferro.

Ma torniamo alla Pausini: avete altre collaborazioni in programma?

«Laura è nel cast del concertone benefico che sto organizzando. Sarà il Bob Geldof di una specie di Live Aid latino in programma tra Buenos Aires, New York, Madrid, Città del Messico e altre sedi da decidere per raccogliere fondi a favore dell’America Latin Association Solidaridad e finanziare progetti sanitari e scolastici».

Come sarà?

«Nell’arco della stessa giornata si esibiranno Daniela Mercury, Juanes, la Pausini, Caetano Veloso, Manà, Paulina Rubio, Alejandro Sanz, Santana, Rubén Blades, Jennifer Lopez, Veloso, Zucchero, Nek... Ma ci saranno anche ospiti non musicali, come Gabriel Garcia Marquez e Carlos Fuentes. In qualità di responsabile artistico spero tanto di incassare i sì di Ramazzotti, Nek e Ferro. Non mancheranno artisti anglo-americani. Io, ad esempio, canterò con i Rem, Shakira con Bono e Ricky Martin con i Coldplay. E, ancora, Nelly Furtado, Beyoncé, i Police, The Black Eyed Peas, Wyclef Jean, Neil Young, Lenny Kravitz, Alicia Keys, Springsteen, Aerosmith, Annie Lennox, Michael Bublé...».

sabato 1 dicembre 2007

LINK INTERVISTA DA LA7

PER ORA POSTO IL LINK...
SARA' L'EMOZIONE MA NON SO INSERIRE IL VIDEO IN BLOG...MI STO 'ATTORCIGLIANDO...!
ECCO IL LINK!
BELLA INTERVISTA.
LA BIGNARDI E' BRAVA MA...MIGUEL TIENE TESTA A CHIUNQUE, TRA 'SFACCIATAGGINE' E 'SIGNORILITA': MAGICO!!
http://www.la7.it/approfondimento/dettaglio.asp?prop=invasioni&video=6343

GODETEVELO!!

STASERA, MIGUEL SU RAI 1!!!

RACCOLGO TUTTO QUELLO CHE POSSO...SOPRATTUTTO DALL'ECCELLENTE FANCLUB ITALIANO..
STASERA MIGUEL SARA' A "IL TRENO DEI DESIDERI" SU RAI 1. ORE 21,10 IN POI..

A BREVE I FILMATI DELLA CONFERENZA STAMPA DEL CORRIERE(ECCEZIONALE, E' STATO!)
E DELL'INTERVISTA A LA 7(SPERO METTANO IL VIDEO...)